Letto sfatto al sapore di sesso, un mucchio di vestiti che sanno di me accartocciato sul pavimento.
Pentole e piatti sporchi nel lavello, la lavastoviglie piena: nessun desiderio di svuotarla.
Una tazza sul tavolo con il mozzicone del caffellatte della mattina, tre portaceneri sparsi qua e là con i fondi delle sigarette.
L’odore del brunch di domenica ancora attaccato alle pareti, Suicide Blonde aperto a pagina 43.
Qui dentro, sto tornando me.
D.W.

