È il centenario della Festa della Donna. Il progresso sociale che noto quest’anno è che gli uomini, considerandola un’offesa, non ti fanno più gli auguri per questa festa. Mi rimane il dubbio che neanche se ne ricordino.
9 marzo
Comunque, quest’anno la mia Festa della Donna l’ho trascorsa con una delle mie donne preferite e tre uomini (due e mezzo a testa mi sembrano una buona media).
Stronzate a parte, a Treviso c’è stata una mostra molto carina: Women@War. Tema dell’esposizione fotografica erano le donne stanno dietro agli uomini che, a loro volta, stanno dietro la trincea.
Bianco e nero per raccontare storie di donne che hanno cercato di adeguarsi ai tempi senza snaturarsi. Accostato al rosa della scenografia per ricordare che la bellezza del colore è vivacità e vita.
La foto che mi ha colpito di più erano due immagini che sembravano quasi scostate dal resto. Scatti in un night club, con mani e sguardi di uomini capaci di rapportarsi solo con la donna oggetto. Nello sguardo si leggeva la stupidità con cui il seme marcito ammala il cervello di quelle creature di cui ieri non era la festa.
I contenuti della mostra, invece, comunicavano inequivocabilmente che c’è ancora molta strada da fare. Che il terzo mondo a volte siamo anche noi.
Photo by Eeviac.
Auguri. A tutto il femminile che l’universo contiene.
Alle donne.
Alle donne dentro gli uomini.
Ai fiori.
Alle stelle.
Alla luna.
A Venere.
D.W.


