Sono scesa dal treno qualche ora fa. Di ritorno.
Appena ho acceso la macchina, lo stereo mi ha ricordato con che canzone l’avevo spenta prima di partire. E, riascoltando Lucky mentre tornavo verso casa, mi sono resa conto che sentivo la mancanza del blog; e che ero stata in viaggio, per davvero.
Sono tornata, e sono già in ansia.
Ma nei sogni di questa notte salirò e scenderò da un treno così tante volte che i gesti finiranno per confondersi ed io saprò che sono il battere e il levare della stessa espressione. Come l’inspiro e l’espiro per il respiro.
Mentre il finestrino del treno rifletteva le colline toscane e la pianura emiliana, mi sono letta una breve monografia di Pablo Picasso.
Queste due citazioni mi hanno colpito. E mi sembrano neurotoniche per questa nottata estiva.
“Senza la solitudine non si può far nulla. Mi sono creato una solitudine che nessuno sospetta”.
“Tutto ciò che ho fatto è solo il primo passo di un lungo cammino. Si tratta unicamente di un processo preliminare che dovrà svilupparsi molto più tardi. Le mie opere devono essere viste in relazione tra loro, tenendo sempre conto di ciò che ho fatto e di ciò che sto per fare”.
(Pablo Picasso)
D.W.

