È quasi ora di vacanza: sabato mattina alle ore 9 parto. Destinazione: Ustrine, nell’isola di Cres in Croazia.
Il programma è di trascorrere una settimana con otto semisconosciuti in una casa in riva al mare, senza corrente elettrica; di fare un full immersion di yoga (ogni giorno dalle 7.30 alle 9.00 e dalle 18.30 alle 20) e di cibo vegetariano (compresa dieta depurativa a base di riso, frutta e verdura per i primi tre giorni); di dedicare il resto del tempo al sole, all’acqua, alla lettura (è da parecchio che non mi lascio prendere da una storia scritta), alla nuova musica (ho riempito l’iPod di canzoni sconosciute), alla fotografia e al silenzio; di disintossicarmi da pensieri e insoddisfazioni, dalle cattive notizie e dall’Italia che va a rotoli, dall’ansia e dalle sigarette, dal cellulare e dalle serie tv, dal computer e da Internet; e, sperando di non trovarmi in un gruppo di fanatici, di trovare qualcuno che ha qualcosa di nuovo da dirmi, per farmi sentire in viaggio.
Fervono i preparativi: le creme solari, le ciabatte, i libri… incastrati in mille altri impegni che cercherò di portare a termine entro venerdì sera, perché voglio partire staccando la spina dalla presa con un colpo secco.
Era da un po’ che mi chiedevo quanto meritata fosse questa vacanza perché, da insoddisfatta cronica quale sono, mi sembra sempre di aver fatto poco, di aver inciso minimamente, di non aver realizzato nulla d’importante per me o per gli altri.
Ieri sera, chiacchierando con un amico che non vedevo da un po’, mi sono sentita di dirmi che invece questo tempo per scaricarmi e ricaricarmi me lo merito. Quello che mi lascio alle spalle è un anno di tanti tentativi e pochi risultati; di mediazioni di cui non mi è dato di sapere se hanno portato a veri cambiamenti in ciò che mi sta attorno o se sono state energie sprecate; di febbri devastanti, scompensi ormonali, umori ballerini; di centomila progetti pensati e lasciati lì a macerare, in attesa di discernimento; di poche aperture emozionali e viaggi minimi che stimolassero parti addormentate della mia pancia da vagabonda; d’amore che appare pochi attimi per poi nascondersi, e sopravvivere alla vita. Intenso, necessario ma dimentico del piacere di vivere. Ed in questa settimana cercherò di riprendermi un po’ di serenità ed ottimismo, ripartendo dalla natura e da me. Perché non mi piace vivere senza sorridere.
Mi metto in pausa. Tornerò, splendida splendente.
D.W.


Buona vacanza!
Sai mica darmi qualche recapito per trascorrere qualche giorno a Ustrine? Cerco una stanza o un appartamento per due persone.
Grazie in anticipo.
Luca