Oggi il mio vicino ha lasciato l’appartamento. Non so dove andrà ad abitare e, adesso che ci penso, non so neppure come si chiami. Ma mi mancherà.
Abitando da sola, avevo imparato ad apprezzare quella silenziosa e discreta presenza al di là del muro della mia cucina. Una vita conosciuta solo attraverso i rumori: l’ascensore che arriva al piano, le chiavi che girano nella serratura, la porta che si chiude, gli squilli del telefono, qualche voce ogni tanto. E, per quanto si ami la vita solitaria, è bello sapere che c’è qualcuno che respira a pochi passi, senza invadere la privacy.
Gli auguro buon viaggio, mentre mi godo la nuova libertà di alzare il volume della musica e asciugarmi i capelli nel cuore della notte. Senza disturbare.
D.W.

