È circa una decina di giorni che, da che non avevo niente da appuntare su FreedHomE a parte riflessioni sulla politica internazionale, mi ritrovo con una serie di post che vorrei scrivere e che dubito di riuscire a prendere in mano uno per uno. Però questo blog è nato proprio con l’intento di essere una Moleskine di pensieri online che mi ricordi, tra qualche anno, cosa vivevo oggi, in questo pezzo di vita. Allora, visto che è sabato, mi concedo il tempo di un lungo post a capitoli. Mi dispiace per i miei sparuti lettori… ma un po’ di solipsismo a volte è quello che serve.
VICKY CRISTINA BARCELONA
Giovedì scorso (6 novembre) ho convinto un amico ad accompagnarmi a vedere il nuovo film di Woody. È una storia che parla di donne, e in questo periodo è un argomento che non mi stanca mai; è un racconto ambientato in Spagna, terra che adoro; e Penelope e Scarlett sono due di quelle bellezze non stereotipate che fa sempre piacere vedere sullo schermo. Quindi, mi è piaciuto un casino.
Allen, attraverso tre personaggi femminili, è riuscito a rappresentare gran parte dell’universo delle donne. Personalmente in ognuna di loro ho visto qualcosa di me. Parti che tutt’oggi si incastrano in un unico essere, ma anche il tracciato di un cammino evolutivo: Vicky è quello che ero, Cristina è quello che sono e Maria Elena è quello che vorrei diventare (beh, con qualche ritocco, perché essere così nella realtà è un modo un po’ autolesionista di affrontare la vita).
Per chi non è troppo appassionato di introspezioni psicologiche, credo che il film valga lo stesso la pena: la scena in cui Maria Elena, alias Penelope Cruz, dipinge uno dei suoi quadri strabordando sensualità dalla sua minuscola salopette in jeans è un affresco visivo da non perdere.
Ieri sera l’amico con cui ho visto il film mi ha fatto dono della colonna sonora (adoro i regali!). E la “sigla” contribuisce all’atmosfera del film per almeno il 50%. Por qué, tanto perderse tanto buscarse, sin encontrarse.
MEDIAMENTE ISTERICA e L’ECLISSI
Grazie al New Age, locale di Roncade (TV) che riesce ad avere una programmazione di concerti pari a quella di una grande città come Roma e Milano, quest’anno la mia vita sociale è rallegrata da più di qualche serata a base di birra, musica, balli, gente che salta e sudore (il mio divertimento ideale).
Sabato scorso c’era Carmen Consoli che riportava in tour, a distanza di dieci anni, l’album Mediamente Isterica. Bel concerto, ma niente di travolgente. Carmen si è comportata in maniera professionale ma non ho sentito quel trasporto e quell’emozione che mi ha dato in altre occasioni. D’altronde, come essere umano prima che come artista, la passione e il desiderio non sono contrattabili con il cachet.
Invece, martedì, i Subsonica hanno dato il meglio. Ci tenevo molto a vederli in questo tour intimo, nel loro ritorno in club con capienza limitata e contatto ravvicinato tra palco e platea. Samuel ha trasmesso per due ore un’energia catartica, che spinge a muoversi fino a che il corpo ha espulso fino all’ultima tossina di stress e paranoia: in questo suo essere guida verso emozioni liberatorie, mi ha ricordato un sacerdote (nel senso antico del termine) della libertà. E Liberi tutti rimane, a distanza di tanti anni, un mantra che sprigiona nel pubblico energia sincera e vitale; una versione italiana degli anni ’90 di Another brick in the wall dei Pink Floyd.
IT’S ONLY WATER
Qualche anno fa un tipo che di psicologia ne sapeva un bel po’ mi ha detto che l’acqua è simbolo dell’affettività. Sfogliando qualche libro e qualche sito, ho evinto che l’acqua può anche rappresentare l’emozionalità, il desiderio di purificazione, la spiritualità, il liquido amniotico, i liquidi seminali… Insomma, è un elemento importante sia a livello fisico che psicologico.
Da quando vivo in FreedHomE, l’acqua è stata la minaccia più temuta per l’incolumità del mio nido. Ho iniziato con un allagamento del bagno dovuto a un sensore pioggia del lucernario che invece di chiudere la finestra quando ha iniziato a piovere l’ha aperta (ancora non mi ero trasferita, fortunatamente); ha continuato con le infiltrazioni (nonostante numerosi interventi quali soglia in marmo, silicone, nuove guarnizioni in gomma…) attraverso le porta finestra; ha raggiunto il suo top con l’allagamento dello studio durante un temporale estivo (l’unica volta in cui è implicabile una mia sbadataggine) e conseguente morte del pc fisso. Dopo quella volta, pensavo di aver finito. E invece recentemente il topic acqua si è ripresentato: prima con un danno alla vasca da bagno (cosa minimale, rispetto ai precedenti) e poi con infiltrazioni dal tetto del ripostiglio (ed ennesimo trasloco di tutto in cucina e poi di nuovo in ripostiglio).
Considerata la simbologia dell’acqua, non riesco proprio a sentirlo come un caso. Non vorrei essere quella che trova significati anche dove non ce ne sono, ma almeno un piccolo dubbio…
VICINATO (2)
Ieri sera, tornando a casa, ho notato un nuovo tappetino nella porta accanto alla mia. È rosso, con un cuore beige riempito di scritte “With love”. Devo ammettere che accanto al mio (nero, “Welcome, I’m single”) ci sta meglio questo di quello del vicino precedente.
Questa mattina mi sono svegliata con nuove voci in sottofondo, che si intimavano di passarsi scope e spazzoloni e di stare attenti al parquet mentre spostavano il divano da una parte all’altra del soggiorno. Ho vissuto attimi di panico dispiaciuto: no, una coppia! Avrei voluto avere il numero del vecchio vicino per insultarlo: come si è permesso di vendere il suo appartamento a due entità che parlano e litigano!
Per fortuna, quando sono uscita di casa, ho capito che il vicino è solo uno e che le altri voci erano quelle della sorella e degli amici richiamati a raccolta per il trasloco.
Speriamo in una convivenza pacifica. Io proseguo con un volume di musica discretamente alto, tanto per abituarlo fin da subito a me stessa.
D.W.


Ciao Bella,
Sei molto piú interessante e affascinante di una Cristina che vuole diventare Maria Elena…
uè, passavo di qua.. c’ero anche io a roncade
Sonietta: grazie, fai sempre bene alla mia autostima, che in questo periodo è in crisi esistenziale.
Ondequadre: ma c’eri per la Consoli o per i Subsonica? Grazie per il passaggio, fa piacere essere letti.
subsonica,
per qualche strano motivo mi linka al vecchio blog, cmq eccolo
gloriamac.wordpress.com