Da “Cent’anni di psicanalisi… e il mondo va sempre peggio” di Hillman e Ventura
Dal capitolo: Che dire dell’osservatore?
“Marie Louise von Franz dice che la civiltà occidentale ha posto sulla spalla di ciascuna donna un uomo simile a uno gnomo, il quale non fa altro che ripeterle che sbaglia, che sbaglia, che sbaglia. Così si è insidiato una sorta di Osservatore artificiale e oppressivo. Quando parlo di questa immagine con delle donne (specialmente con delle scrittrici) queste sono entusiasticamente d’accordo con la von Franz: anche loro condividono l’esperienza di una voce quasi letterale che bisbiglia nell’orecchio: “No, no, quello che hai fatto non va bene, non vale nulla, stai sbagliando”. Secondo la concezione della von Franz (anche se lei usava espressioni un po’ diverse), le donne dovevano imparare a ignorare quello gnomo e a riconoscere il loro vero Osservatore, che non è stato messo lì dalla civiltà e che la civiltà non può eliminare.”
“La nostra cultura è estremamente limitata riguardo a ciò che viene concesso di prendere in considerazione, e questa limitatezza fa sì che la gente si senta terribilmente isolata.
E’ questa la vera ragione della censura, sia della censura diretta dello Stato, sia della censura per rifiuto dell’accademia: quante più sono le cose che non vengono espresse, tanto più la gente si sente sola e tagliata fuori. Quando certi sentimenti rimangono inespressi nella cultura, la gente crede che essi siano cattivi o folli, e quindi si fida di meno dei propri; e allora è più vulnerabile alla pressione dall’alto.”
“In un mondo come il nostro, dove quello che consideriamo normale è un nauseante compromesso tra la quantità di noia che possiamo tollerare e la quantità di rifiuto che possiamo difendere, un pensiero nuovo e nuove esplorazioni sono spesso espressi nella forma della psicosi.”

