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	<title>F R E E D h O M e</title>
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	<description>"La casa è dove si trova il cuore." (Gaio Plinio Secondo)</description>
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		<title>Ora o mai più</title>
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		<pubDate>Thu, 06 May 2010 19:27:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dea Walker</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono una persona che si emoziona per poco. Mi piace perché mi fa notare molte sfumature della vita che altrimenti mi perderei; a volte però è difficile gestire l&#8217;ansia collaterale di una vita su microscopiche montagne russe. Allora scrivo, perché mi sembra di ritrovare il filo di me.Domani mattina parto: vado a Bruxelles a compiere [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=freedhome.wordpress.com&amp;blog=2361706&amp;post=268&amp;subd=freedhome&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste">Sono una persona che si emoziona per poco. Mi piace perché mi fa notare molte sfumature della vita che altrimenti mi perderei; a volte però è difficile gestire l&#8217;ansia collaterale di una vita su microscopiche montagne russe. Allora scrivo, perché mi sembra di ritrovare il filo di me.Domani mattina parto: vado a Bruxelles a compiere trent&#8217;anni. Mi ritrovo con gli amici che mi hanno accompagnato nel viaggio in Brasile (perché FreedHomE non lo sapeva, ma per il Carnevale per la prima volta sono stata in Sud America a ballare nelle strade). Loro sono la mia family, una delle famiglie senza vincoli di sangue o di legge che per me ho scelto. Mi emoziona la partenza e mi emoziona compiere trent&#8217;anni.</div>
<p>Per chi come me è nato in un anno con lo zero finale, il cambio di decennio del mondo corrisponde con il proprio. Così sono finiti gli anni Zero e sono finiti i miei vent&#8217;anni. Non guardo al passato, l&#8217;ho già fatto e lo sto continuando a fare solo per distillare ciò che mi tornerà utile in futuro.E guardando avanti, oggi voglio mettere nero su bianco una sorta di riflessione – proposito. A trent&#8217;anni hai finito quella fase della vita in cui qualcuno decide per te e, anche quando sei tu che decidi, i condizionamenti non sono così lontani perché non influiscano sul tuo essere. A trent&#8217;anni ormai puoi dirti un&#8217;adulta. Hai finito di crescere.Quando finisci di crescere logicamente dovrebbe iniziare la decrescita. Ma chi l&#8217;ha detto? Se la fine del processo di decrescita è la morte, anche se sono tentata di interrogarmi, ho deciso di aspettare. E&#8217; troppo presto ed imprevedibile, non ne vale la pena. E per statistica avrò almeno un&#8217;altra quarantina d&#8217;anni di fronte (per statistica, appunto). Allora quello che inizierà domenica è un grande decennio: non c&#8217;è da preoccuparsi nè per il passato nè per il futuro ma solo costruire liberamente il presente. Ed è così che voglio affrontarlo. Oggi un collega mi ha detto che me la sto raccontando; un&#8217;altra diceva che, mentre io la consideravo la parte migliore della vita, per lei è la peggiore perché non hai né l&#8217;incoscienza dell&#8217;infanzia né quella della vecchiaia. Per me l&#8217;incoscienza non è un dono. Adesso, anche grazie alle batoste, ho imparato a proteggermi. E sapersi proteggere è una gran bella cosa.<br />
Allora, te lo dici o no cosa chiedi a te stessa per questo decennio?Ecco qui.Voglio un rapporto sereno con me stessa: ho lottato per conoscermi e alla fine ci sono dei difetti ma anche tanti pregi. Bilancio positivo, tranne che il sapersi amare. Voglio amarmi. Voglio rendere realtà quel concetto di famiglia che ho tanto teorizzato in questi anni. Una famiglia in cui, come detto sopra, non conta il sangue e la legge ma il piacere delle similitudini e delle differenze. Una famiglia itinerante, che amandosi si incontra e si scontra, che danzando si unisce e si libera. Con J, con gli amici e le amiche, e chissà anche se con un bimbo (questo non voglio deciderlo, ma solamente ascoltare la vita).Voglio viaggiare. Io non sono una che vuole fermarsi, ci sono ancora paesaggi e persone da conoscere e godere. Voglio andare in Giappone, in Thailandia, a Cuba. Voglio vivere a San Francisco per un po&#8217;, attraversare l&#8217;America e la Russia, tornare in Brasile. Voglio scrivere. Dare spazio alle parole perché diano forma al mio mondo e mi mettano in contatto con gli altri, perché siano il mio strumento per lasciare un segno in questo mondo. Voglio guadagnarmi da vivere onestamente, senza considerare il lavoro un fine e rendendolo un mezzo che, in quanto tale, non può essere caricato di dolore. E voglio goderne i frutti con gioia. E voglio sentire la libertà, qualsiasi cosa succeda.<br />
Mi lascio andare, con fiducia.</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://freedhome.wordpress.com/2010/05/06/ora-o-mai-piu/"><img src="http://img.youtube.com/vi/dHvLzsQI_4w/2.jpg" alt="" /></a></span>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/freedhome.wordpress.com/268/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/freedhome.wordpress.com/268/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/freedhome.wordpress.com/268/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/freedhome.wordpress.com/268/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/freedhome.wordpress.com/268/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/freedhome.wordpress.com/268/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/freedhome.wordpress.com/268/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/freedhome.wordpress.com/268/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/freedhome.wordpress.com/268/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/freedhome.wordpress.com/268/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/freedhome.wordpress.com/268/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/freedhome.wordpress.com/268/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/freedhome.wordpress.com/268/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/freedhome.wordpress.com/268/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=freedhome.wordpress.com&amp;blog=2361706&amp;post=268&amp;subd=freedhome&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Amici e nemici immaginari</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jan 2010 22:19:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dea Walker</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza Categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Da “Cent’anni di psicanalisi&#8230; e il mondo va sempre peggio” di Hillman e Ventura Dal capitolo: Che dire dell’osservatore? “Marie Louise von Franz dice che la civiltà occidentale ha posto sulla spalla di ciascuna donna un uomo simile a uno gnomo, il quale non fa altro che ripeterle che sbaglia, che sbaglia, che sbaglia. Così [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=freedhome.wordpress.com&amp;blog=2361706&amp;post=267&amp;subd=freedhome&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da “Cent’anni di psicanalisi&#8230; e il mondo va sempre peggio” di Hillman e Ventura</p>
<p>Dal capitolo: <em>Che dire dell’osservatore?</em></p>
<p>“Marie Louise von Franz dice che la civiltà occidentale ha posto sulla spalla di ciascuna donna un uomo simile a uno gnomo, il quale non fa altro che ripeterle che sbaglia, che sbaglia, che sbaglia. Così si è insidiato una sorta di Osservatore artificiale e oppressivo. Quando parlo di questa immagine con delle donne (specialmente con delle scrittrici) queste sono entusiasticamente d’accordo con la von Franz: anche loro condividono l’esperienza di una voce quasi letterale che bisbiglia nell’orecchio: “No, no, quello che hai fatto non va bene, non vale nulla, stai sbagliando”. Secondo la concezione della von Franz (anche se lei usava espressioni un po’ diverse), le donne dovevano imparare a ignorare quello gnomo e a riconoscere il loro vero Osservatore, che non è stato messo lì dalla civiltà e che la civiltà non può eliminare.”</p>
<p>“La nostra cultura è estremamente limitata riguardo a ciò che viene concesso di prendere in considerazione, e questa limitatezza fa sì che la gente si senta terribilmente isolata.<br />
E’ questa la vera ragione della censura, sia della censura diretta dello Stato, sia della censura per rifiuto dell’accademia: quante più sono le cose che non vengono espresse, tanto più la gente si sente sola e tagliata fuori. Quando certi sentimenti rimangono inespressi nella cultura, la gente crede che essi siano cattivi o folli, e quindi si fida di meno dei propri; e allora è più vulnerabile alla pressione dall’alto.”</p>
<p>“In un mondo come il nostro, dove quello che consideriamo normale è un nauseante compromesso tra la quantità di noia che possiamo tollerare e la quantità di rifiuto che possiamo difendere, un pensiero nuovo e nuove esplorazioni sono spesso espressi nella forma della psicosi.”</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/freedhome.wordpress.com/267/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/freedhome.wordpress.com/267/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/freedhome.wordpress.com/267/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/freedhome.wordpress.com/267/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/freedhome.wordpress.com/267/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/freedhome.wordpress.com/267/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/freedhome.wordpress.com/267/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/freedhome.wordpress.com/267/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/freedhome.wordpress.com/267/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/freedhome.wordpress.com/267/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/freedhome.wordpress.com/267/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/freedhome.wordpress.com/267/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/freedhome.wordpress.com/267/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/freedhome.wordpress.com/267/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=freedhome.wordpress.com&amp;blog=2361706&amp;post=267&amp;subd=freedhome&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Silenzio dissenso</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jan 2010 12:16:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dea Walker</dc:creator>
				<category><![CDATA[About blog]]></category>
		<category><![CDATA[Celebrazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[In questo periodo fatico a condividere i pensieri passeggeri scrivendo. Sarà che con me stessa ho imparato a parlare anche senza mediarmi tramite un foglio bianco; sarà che adesso con le parole sto provando a fare altro. Ma non mi è più necessario come quando è nato questo blog, due anni fa. Ma, rinchiusa tra [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=freedhome.wordpress.com&amp;blog=2361706&amp;post=265&amp;subd=freedhome&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questo periodo fatico a condividere i pensieri passeggeri scrivendo. Sarà che con me stessa ho imparato a parlare anche senza mediarmi tramite un foglio bianco; sarà che adesso con le parole sto provando a fare altro. Ma non mi è più necessario come quando è nato questo blog, due anni fa.</p>
<p>Ma, rinchiusa tra le mie pareti come sto vivendo queste settimane, mi manca la condivisione. E FreedHome, nella sua breve ma intensa vita, ha alimentato con piccole bottiglie digitali chiamati post la sensazione di non sentirmi sola. E, quando leggo – vedo – sento qualcosa di bello, per fortuna ancora ho lo stimolo a volerlo comunicare perchè si diffonda.</p>
<p>Perciò ci ritento di nuovo con il proposito di farmi vedere più spesso. Magari lasciando un video, un link o una citazione.</p>
<p>E’ passato il compleanno di questo spazio e il compleanno di εγω; è passato Natale e Capodanno; è passata la fine di un decennio e l’inizio di uno nuovo. Anche oggi per me c’è un piccolo anniversario da festeggiare di un passato lontano. Auguri a me e auguri a tutti per quel che è andato.</p>
<p>Ora ho voglia di guardare al futuro.</p>
<p>D.W.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/freedhome.wordpress.com/265/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/freedhome.wordpress.com/265/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/freedhome.wordpress.com/265/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/freedhome.wordpress.com/265/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/freedhome.wordpress.com/265/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/freedhome.wordpress.com/265/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/freedhome.wordpress.com/265/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/freedhome.wordpress.com/265/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/freedhome.wordpress.com/265/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/freedhome.wordpress.com/265/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/freedhome.wordpress.com/265/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/freedhome.wordpress.com/265/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/freedhome.wordpress.com/265/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/freedhome.wordpress.com/265/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=freedhome.wordpress.com&amp;blog=2361706&amp;post=265&amp;subd=freedhome&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>In quanto già peccato</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Dec 2009 18:07:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dea Walker</dc:creator>
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		<category><![CDATA[partenza]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho salutato tutti come se fossero loro a partire. E in effetti sono quelli che si metteranno in macchina per andare in montagna, in città, al mare. Genitori, amante e fidanzato, amiche amici colleghi. Uno o due superstiti sociopatici in un landa che già normalmente mi sembra desolantemente sparuta. E, appena ho chiuso la porta sull’ultimo sorriso (felice che fosse leggero), mi sono accorta che anch’io stavo per partire. Anzi, ero già pronta. Niente valige da preparare, un letto sfatto e un vasca piena d’acqua calda, le dita infiammate. Fuori la pioggia. Play al cd degli Elettrofandango e al tempo della solitudine creativa.</p>
<p>Ho intenzione di non farmi mancare niente in questo viaggio: c’è sauna e bagno turco nel raggio di un chilometro per i momenti healthy, un massaggio hawaino per quelli sexy; kebab, pizza e take away indiano per i momenti lazy, la quinta serie di Grey’s Anatomy per quelli dull. Sta per arrivare il pc portatile nuovo e ho voglia di scrivere. Forse riuscirò perfino ad onorare al mio impegno di shopping che, per quanto sia strano, per me è più faticoso che lavorare. Penserò a un viaggio in movimento da organizzare. Temevo di essere in compagnia di mostruosi fantasmi, e invece sento solo la dolcezza del rock. Vita che pulsa dentro.</p>
<p>Così torno a FreedHomE, e dedico qualche riga a questo blog. Sono stati mesi di lavoro intenso, organizzativo e creativo. Mi sono fatta il culo e sono soddisfatta. Con quello che sono adesso ci convivo molto meglio di un anno e mezzo fa, quando ho fatto nascere questo spazio. Però mi ero dimenticata quanto bello fosse buttare là un pensiero, sapere che qualcuno lo condivide a distanza e che non ci sono obiettivi da raggiungere. Solo parole da far girare.</p>
<p>I blog sono in crisi. Facebook è più veloce, siamo esseri pigri. Ma io lì non mi sento a casa, qui sì. Qui c’è spazio: chi vuole legge, chi non vuole no. Sarete rimasti in due, tre o nessuno. Non mi importa anche se rimango sola; se siamo in tanti, meglio. Intanto io sono tornata. E continuerò a farlo, con discontinua regolarità. Per lasciare una fotografia della mia vita tra queste mura ancora arancioni.      </p>
<p style="text-align:center;"><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://freedhome.wordpress.com/2009/12/05/in-quanto-gia-peccato/"><img src="http://img.youtube.com/vi/EO57wfOm5Pk/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/freedhome.wordpress.com/262/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/freedhome.wordpress.com/262/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/freedhome.wordpress.com/262/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/freedhome.wordpress.com/262/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/freedhome.wordpress.com/262/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/freedhome.wordpress.com/262/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/freedhome.wordpress.com/262/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/freedhome.wordpress.com/262/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/freedhome.wordpress.com/262/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/freedhome.wordpress.com/262/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/freedhome.wordpress.com/262/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/freedhome.wordpress.com/262/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/freedhome.wordpress.com/262/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/freedhome.wordpress.com/262/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=freedhome.wordpress.com&amp;blog=2361706&amp;post=262&amp;subd=freedhome&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Gli innocenti non hanno niente da temere</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 13:16:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dea Walker</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I Massive Attack li avevo visti a Londra, alla Brixton Academy, nell’aprile del 2003. Un concerto di cui non ricordo quasi nulla se non una sensazione: era stato uno show meraviglioso. Non chiedetemi che canzoni hanno suonato, quale mi era piaciuta di più. Ancora oggi non mi interessa. Quello che mi è rimasto dentro è [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=freedhome.wordpress.com&amp;blog=2361706&amp;post=259&amp;subd=freedhome&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I Massive Attack li avevo visti a Londra, alla Brixton Academy, nell’aprile del 2003. Un concerto di cui non ricordo quasi nulla se non una sensazione: era stato uno show meraviglioso. Non chiedetemi che canzoni hanno suonato, quale mi era piaciuta di più. Ancora oggi non mi interessa. Quello che mi è rimasto dentro è stato lo stato di trance catartico che mi sono goduta in quelle due ore di musica e ballo e la scenografia sulla quale suonavano: un enorme schermo sul quale passavano parole e dati. Cifre che dicevano quante persone stavano nascendo e morendo in quel momento, quanti dollari venivano spesi per le guerre in corso in quel periodo; parole che facevano viaggiare attorno al mondo e dentro di sé.</p>
<p>Ieri sera sono tornata a vederli a Conegliano. Ero scettica, prima di comprare il biglietto: che i gruppi peggiorino non è una novità e la platea veneta mi attirava meno di quella inglese. Ma è capitato che, per coincidenza, ci sarei potuta andare con gli stessi compagni di viaggio dell’avventura londinese che, a distanza di sei anni, rivedevo per la prima volta contemporaneamente. Affascinata da questo incastro, mi sono lasciata convincere. Ed è stata tutt’altro che una delusione.</p>
<p>La musica è quella di sempre, io più lucida e serena. E ho cercato di osservare i musicisti per capire cosa mi avevano fatto quella volta per rimanere così impressi nella mia coscienza. E l’ho afferrato: hanno qualcosa da dire. I suoni sono lo strumento medianico con il quale veicolano nella coscienza il messaggio; il messaggio è quello che scrivono alle loro spalle. Messaggi coraggiosi e chiari, senza paura di essere fraintesi e censurati. Hanno parlato dei dollari spesi per le spese mediche mensili in Nigeria ($ 6 procapite) e dei numeri con lunghe code di zeri dei colossi assicurativi e finanziari; hanno usato il loro <em>potere</em> per ripresentare citazioni sulla libertà di grandi uomini, da Rousseau a Malcom X.</p>
<p>Ma la cosa che mi ha colpito di più è stato che hanno saputo declinare il messaggio al luogo. E così, sulle note di <em>Inertia Creeps</em> (notare bene l&#8217;accostamento <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> ), hanno fatto scorrere frasi che riguardavano la cronaca italiana: dal caso Mills al lodo Alfano, dal ragazzo picchiato in carcere a Marrazzo. Dalla folla si è alzata pura energia. E, quando hanno concluso lasciando il senso di quel collage di fatti e accadimenti, personalmente ho sentito un brivido: <em>gli innocenti non hanno niente da temere</em>.</p>
<p>Ecco, in una serata di un novembre in cui non si può parlare con qualcuno senza esprimere sdegno e vergogna, sono arrivati gli inglesi a dirci come si fa. L’onestà intellettuale è naturale, in qualche luogo lontano da qui.    </p>
<p><em>D.W.</em></p>
<p style="text-align:center;"><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://freedhome.wordpress.com/2009/11/09/gli-innocenti-non-hanno-niente-da-temere/"><img src="http://img.youtube.com/vi/QJeOShfcdTE/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/freedhome.wordpress.com/259/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/freedhome.wordpress.com/259/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/freedhome.wordpress.com/259/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/freedhome.wordpress.com/259/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/freedhome.wordpress.com/259/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/freedhome.wordpress.com/259/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/freedhome.wordpress.com/259/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/freedhome.wordpress.com/259/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/freedhome.wordpress.com/259/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/freedhome.wordpress.com/259/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/freedhome.wordpress.com/259/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/freedhome.wordpress.com/259/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/freedhome.wordpress.com/259/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/freedhome.wordpress.com/259/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=freedhome.wordpress.com&amp;blog=2361706&amp;post=259&amp;subd=freedhome&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Trasformiamo questa città in un&#8217;altra cazzo di città</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Oct 2009 09:44:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dea Walker</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Viviamo in una società che ci vuole anoressici. O, al massimo, bulimici. Perchè chi non mangia, o mangia e poi vomita come se nutrirsi fosse peccato, ha un solo tipo di energia: quella dei nervi che comandano di sopravvivere perchè così c’è scritto nel nostro Dna. Chi non si nutre è meno pericoloso. Prima o [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=freedhome.wordpress.com&amp;blog=2361706&amp;post=256&amp;subd=freedhome&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Viviamo in una società che ci vuole anoressici. O, al massimo, bulimici.<br />
Perchè chi non mangia, o mangia e poi vomita come se nutrirsi fosse peccato, ha un solo tipo di energia: quella dei nervi che comandano di sopravvivere perchè così c’è scritto nel nostro Dna.<br />
Chi non si nutre è meno pericoloso. Prima o poi stramazza, esaurito. Ha la forza necessaria per adempiere al minimo necessario ma certamente non ha tempo e voglia di pensare, di sentire, di creare.<br />
Che questa società ci voglia innocui mi sembra abbastanza palese. Chi è innocuo non genera cambiamento. Chi è innocuo lascia che siano gli altri a decidere non solo la vita che succede ma anche la reazione a quella vita che capita. Chi è innocuo è un morto che cammina.</p>
<p>Per la fortuna e l’intraprendenza che ho avuto di viaggiare, ho visto persone e popoli che hanno fame nel senso materiale del termine. E’ terribile, non c’è dubbio. Ma quello che mi aveva più colpito è che a quella gente non mancava un sorriso sulle labbra. Avevano il desiderio di cantare, ballare, toccarsi, celebrare la vita.<br />
Noi no. Noi, arrogante popolo occidentale che guardiamo sempre gli altri pensando di dover insegnare loro qualcosa, non abbiamo fame di cibo ma neppure di vita. Siamo popoli anoressici, emozionalmente.</p>
<p>Ieri, ascoltando di nuovo la musica che ascoltavo prima di partire e tornare in me stessa (come dice una mia amica, io ritorno quando parto), ho sentito con occhi nuovi una frase di “Piromani” di Le luci della centrale elettrica:<br />
E tornino a scoppiare a ridere le nostre madonne bulimiche.<br />
E tornino a crepare &#8211; ma dal ridere –<br />
le nostre madonne anoressiche&#8230;<br />
In questo viaggio ancora impacchettato sul pavimento di casa, ho riso come erano anni che non mi capitava di fare. Ho riso con pezzi di pancia che mi ero scordata di avere. Ho riso con le lacrime, quelle di cui gli occhi hanno bisogno per lubrificarsi ma che non per forza devono uscire per disperazione. Ho riso lasciando che gli amici e la vita mi facessero tremare l’anima, fiduciosa che non c’era nessuno che voleva farmi del male.<br />
So cosa vuole dire essere una madonna anoressica, e so che nel luogo in cui vivo questo è quello che vorrebbero per me perchè fa comodo, a loro. Però so anche che ci sono poche (ma ottime) persone che per me desiderano quelle risate piene di nutrimento, che vogliono vedermi florida e felice e sentirmi ridere.<br />
E anche se appena ho toccato il suolo metallico della mia terra d’origine mi sono sentita spezzata in due come se avessi ricevuto un pugno nello stomaco, sono convinta che ciò verso cui voglio tendere sia di nuovo quella risata. Tonda, viva, completa. Una risata di felicità per chi vuole condividerla con me; un ghigno feroce verso chi non ha capito un cazzo della vita e vuole spacciarmi le sue verità come le uniche possibili.</p>
<p>Vorrei che questa fosse la mia rivoluzione. Non la vedo come una cosa facile, purtroppo. Ma c’è una parte di me che adora le sfide. E io, adesso, mi ricordo quello per cui vale la pena lottare.</p>
<p>D.W.</p>
<p style="text-align:center;"><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://freedhome.wordpress.com/2009/10/02/trasformiamo-questa-citta-in-unaltra-cazzo-di-citta/"><img src="http://img.youtube.com/vi/WrO4q3_yo5A/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/freedhome.wordpress.com/256/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/freedhome.wordpress.com/256/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/freedhome.wordpress.com/256/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/freedhome.wordpress.com/256/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/freedhome.wordpress.com/256/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/freedhome.wordpress.com/256/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/freedhome.wordpress.com/256/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/freedhome.wordpress.com/256/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/freedhome.wordpress.com/256/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/freedhome.wordpress.com/256/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/freedhome.wordpress.com/256/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/freedhome.wordpress.com/256/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/freedhome.wordpress.com/256/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/freedhome.wordpress.com/256/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=freedhome.wordpress.com&amp;blog=2361706&amp;post=256&amp;subd=freedhome&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Mi sono svegliato e&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 11:26:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dea Walker</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ménage domestico]]></category>
		<category><![CDATA[Politik]]></category>
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		<description><![CDATA[In questo risveglio di fine settembre potrei scrivere tutto e niente. Sul pavimento di FreedHomE c’è ancora uno zaino avvolto nel cellophane e una fascetta di plastica con scritto “Beijing Capital International Airport”. Prima di aprirlo aspetto di aver esaurito le lacrime che l’impatto con quella che chiamano la realtà quotidiana mi ha fatto vomitare. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=freedhome.wordpress.com&amp;blog=2361706&amp;post=254&amp;subd=freedhome&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questo risveglio di fine settembre potrei scrivere tutto e niente.<br />
Sul pavimento di FreedHomE c’è ancora uno zaino avvolto nel cellophane e una fascetta di plastica con scritto “Beijing Capital International Airport”. Prima di aprirlo aspetto di aver esaurito le lacrime che l’impatto con quella che chiamano la realtà quotidiana mi ha fatto vomitare.<br />
Dentro quello zaino c’è un sogno. Un cerchio che si è aperto il 7 settembre e che si è chiuso ieri. Un enorme pacco regalo del destino in cui è contenuta la capacità di essere me stessa senza paura e forgiare di conseguenza la vita intorno a me. Uno scrigno in cui ho assaporato nuovamente la profonda similitudine con le mie anime gemelle e il gusto della diversità di ogni terra, di ogni essere umano, di ogni emozione. Un carillon che mi ripete con sicurezza che le cose che io sono in modo importante sono tre e che tutto il resto è solo energia da trasformare.<br />
Quelle cose che io sono stanno in tre parole: viaggiatrice, scrittrice, amante. Non importa l’ordine perchè sono così strettamente collegate tra di loro che togliendone una vengono a mancare anche le altre.<br />
Per oggi, e per domani, e per dopodomani, ho solo un sogno: che il cerchio di energia che si è formato tra Hong Kong e Pechino, nelle terre sconfinate e violentate di una Cina che non può dimenticarsi di essere Asia, si rompa in uno dei suoi infiniti punti e inizi a srotolarsi come una linea continua nel mio presente. Un presente prezioso, che non voglio sprecare nei lamenti e nei rimpianti e nelle insicurezze e che vuole essere viaggio anche quando non ci sono chilometri on the road da bruciare sotto i piedi.<br />
Quello che l’Asia mi ha ricordato è che non possiamo controllare ciò che succede intorno a noi ma che abbiamo piena libertà di scelta sulla nostra reazione a ciò che capita. La mia è un’anima nomade; e voglio che questo sia un dono, non una maledizione. Sta tutto nella mia prospettiva; e io ho capito che a qualsiasi latitudine o longitudine io sono felice se mi sento nel flusso della vita.<br />
Qui, dove la vita è ingabbiata in una società che non mi rispecchia, io so come devo reagire: risvegliare sensi e Sensi più profondi per tirare fuori le emozioni dell’infinito dalle gabbie in cui le hanno rinchiuse. Anche se lo so, non è facile farlo. Ma ho il diritto e il dovere di provarci.<br />
La cultura igienica occidentale mi detterebbe di farmi una doccia, ma ho paura che l’acqua si porti via l’odore di viaggio della mia pelle. Mi laverò, prima o poi: ma solo quando sarò certa che quel profumo io lo possa sentire fuoriuscire da dentro. Perchè quello che ho dentro è un sogno e non permetterò ai mostri sotto il mio letto e agli incubi che vedo fuori di portarmi via quello che sono e che voglio essere. </p>
<p>D.W.  </p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/freedhome.wordpress.com/254/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/freedhome.wordpress.com/254/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/freedhome.wordpress.com/254/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/freedhome.wordpress.com/254/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/freedhome.wordpress.com/254/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/freedhome.wordpress.com/254/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/freedhome.wordpress.com/254/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/freedhome.wordpress.com/254/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/freedhome.wordpress.com/254/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/freedhome.wordpress.com/254/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/freedhome.wordpress.com/254/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/freedhome.wordpress.com/254/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/freedhome.wordpress.com/254/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/freedhome.wordpress.com/254/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=freedhome.wordpress.com&amp;blog=2361706&amp;post=254&amp;subd=freedhome&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Try again (prima che impazzisca)</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Sep 2009 14:50:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dea Walker</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza Categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[La mia vita (e quella di molti, la maggior parte, mi pare) è piena di accessori. Alcuni sono indispensabili come la cintura che regge i pantaloni; altri sono minuscoli gioielli che la rendono scintillante; altri sono delle patacche di bigiotteria che ci spacciano come pietre preziose che per avere con te dicono sia lecito fare [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=freedhome.wordpress.com&amp;blog=2361706&amp;post=252&amp;subd=freedhome&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La mia vita (e quella di molti, la maggior parte, mi pare) è piena di accessori. Alcuni sono indispensabili come la cintura che regge i pantaloni; altri sono minuscoli gioielli che la rendono scintillante; altri sono delle patacche di bigiotteria che ci spacciano come pietre preziose che per avere con te dicono sia lecito fare di tutto.<br />
Di quest&#8217;ultima tipologia di accessori secondo me è arrivata l&#8217;ora di disfarcene. Per quanto mi riguarda lo penso già da un po&#8217;, e so che non sono la sola. Mi piacerebbe che se ne parlasse di più perchè di solitudine percepita ce n&#8217;è così tanta in giro che ci ha ottuso i sensi.</p>
<p>Ho smesso di scrivere, in questo blog e altrove. A parte qualche appunto scarabocchiato sulle Moleskine che dovrà trovare il tempo per ricercare la sua forma, sono andata in astinenza di parole pensate, riflesse, importanti. Di altri tipi di parole ho fatto il pieno, così tanto da essere arrivata al punto di sentire il mio cervello vomitare cazzate. Non vi nascondo che sono arrivata alla frutta, come si suol dire. Chi sa cos vuol dire avere un senso e sentirsene privato, sa cosa provo e ho provato a non avere le coordinate per la scrittura, che in questo momento della vita per me è ciò che dà un senso a tutto il resto.<br />
Con i metri di giudizio di chi mi sta intorno, la mia vita esteriore è una figata. E, sia chiaro, non me ne lamento. E&#8217; quella interiore che voglio che sia diversa. Voglio che abbia più spazio, per respirare. Così mi sento asfissiata. E non va bene.</p>
<p>Domani parto: vado a est, e così a est non ci sono mai stata. Sono stata anche a ovest, che così a ovest non c&#8217;ero mai stata. Insomma, un&#8217;estate ai poli opposti. Un sogno e un incubo contemporaneamente. Un periodo in cui mi sembra di aver smarrito la mia logica (come si vede da queste parole) e, nonostante la momentanea sofferenza, visto che si tratta di un cambiamento, sono convinta che sia un dono. Ancora da scartare. </p>
<p>Ho già detto che adoro l&#8217;autunno. Quando tornerò, qui sarà autunno. E le foglie che cambiano colore sono certa che mi porteranno la saggezza di ritagliarmi del tempo per scartare con calma il regalo che mi ha lasciato questa estate folle. Se qualcuno pensa che per cambiare sia necessaria troppa sofferenza, voglio dirgli che non è così: ne sono convinta (forse una delle poche cose di cui sono convinta). La sofferenza nostro malgrado, quella subita, è l&#8217;inferno; in visione dantesca, quella che serve a trasformarci è un semplice purgatorio perchè si sa che finirà, prima o poi. Molto prima se non se ne è terrorizzati, e se si ha il coraggio di chiedere aiuto.</p>
<p>Cambio carattere. Negli ultimi post è stato WordPress, mio malgrado, a impaginarli come voleva. Questo no: scelgo io di cambiare. Per me che ho manie di ordine estetico è scardinante ma, quando si ha fatto indigestione di ordine antiestetico (rigido, non morbido), il disordine acquista un valore.</p>
<p>Un ultima cosa (per il momento): la natura. Anche di quella ho fatto il pieno quest&#8217;estate. Ma, a differenza del resto, ho scoperto che di lei non sono mai sazia. Erba verde e cielo azzurro, con il sole che coccola la pelle in una giornata di fine estate; il mare, dove ritrovare fluidità; ghiacciai e foreste in cui smarrirsi con lo sguardo cercando un orizzonte che non esiste. Il cemento serve per vivere tranquilli, ma troppa tranquillità stona. Fa male. Vorrei urlarlo alla mia terra ma ho finito la voce. Vado a riprendermela in un&#8217;altra terra. Che non è perfetta, lo so. Ma almeno è diversa. E dove l&#8217;omologazione rischia di sedarti l&#8217;anima, io – ancora una volta – non trovo altra soluzione che andare a svegliarmi altrove. Questa volta però so che tornerò. Lasciando sulla strada dietro di me i miei malgrado e riprendendo a vivere come se il mio valore (quello vero) fosse indispensabile al mondo per fare un passo in più.<br />
Verso dove, ancora non l&#8217;ho capito. </p>
<p>D.W. (back in life)     </p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/freedhome.wordpress.com/252/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/freedhome.wordpress.com/252/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/freedhome.wordpress.com/252/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/freedhome.wordpress.com/252/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/freedhome.wordpress.com/252/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/freedhome.wordpress.com/252/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/freedhome.wordpress.com/252/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/freedhome.wordpress.com/252/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/freedhome.wordpress.com/252/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/freedhome.wordpress.com/252/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/freedhome.wordpress.com/252/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/freedhome.wordpress.com/252/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/freedhome.wordpress.com/252/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/freedhome.wordpress.com/252/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=freedhome.wordpress.com&amp;blog=2361706&amp;post=252&amp;subd=freedhome&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Hai paura del buio?</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Jul 2009 20:09:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dea Walker</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Flash uno. Ieri sera. Concerto degli Afterhours, preceduto da quello de Le luci della centrale elettrica, nella foresta libera di Sherwood, ricostruita per l’occasione nel parcheggio dello stadio Euganeo di Padova. Tante voci dissonanti che mi circondano. Un ragazzo grida Venduti rivolto al palco. Per poco non scoppia una rissa per un ombrello di troppo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=freedhome.wordpress.com&amp;blog=2361706&amp;post=246&amp;subd=freedhome&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;font-size:13pt;font-family:Garamond;">Flash uno. Ieri sera. Concerto degli <em>Afterhours</em>, preceduto da quello de <em>Le luci della centrale elettrica</em>, nella foresta libera di Sherwood, ricostruita per l’occasione nel parcheggio dello stadio Euganeo di Padova.<br />
Tante voci dissonanti che mi circondano. Un ragazzo grida <em>Venduti</em> rivolto al palco. Per poco non scoppia una rissa per un ombrello di troppo aperto in mezzo al pubblico umido. Le opinioni dei miei amici si rimescolano nel mio cervello portando informazioni sulla Digos che senza mandato ha perquisito la location, sugli scontri tra i celerini e i manifestanti a Vicenza, sull’onestà intellettuale necessaria ma mancante a chi avrebbe dalla sua parte buone motivazioni ma non le sa trasformare in fatti concreti. A fine serata non capisco più niente, ho solo voglia di spegnere il cervello sapendo che non scapperò dalla depressione al risveglio: è il prezzo della consapevolezza, e accetto di pagarlo.<br />
Questo frastuono ha l’odore della disperazione. La povertà di un popolo che, finché non si è trovato nella merda, non ha capito di essere una nazione; la rabbia degli individui impotenti di fronte ai meccanismi del potere; l’autismo di persone che hanno dimenticato come si comunica senza polemizzare. Queste sensazioni stanno addosso a tutti come un vestito macchiato che non si vuole togliere, anche se solo per lavarlo, perché si ha paura di restare nudi. So di indossare anch’io questo vestito, mio malgrado. Umanamente, come tanti.<br />
L’unica cosa che squarcia le nuvole è la musica. Manuel e la sua faccia tosta: la persona che voleva essere indipendente dalle major, ma anche dagli indipendenti. Uno che, a mio parere, ci è riuscito. Prendendosi addosso anche le critiche di chi, tra i cosiddetti alternativi, gli hanno dato del corrotto perché è salito sul palco di Sanremo senza neppure ascoltare cosa è andato a dire, su quel palco.</p>
<p style="text-align:justify;font-size:13pt;font-family:Garamond;">Flash due. Questa mattina. Pc acceso con la tazza di tè alla vaniglia e un panino al cioccolato pronti accanto a me per il rito della colazione domenicale. Giro consueto dei blog, ma è estate e pochi scrivono. Arrivo sul blog di un’amica, una persona che forse conosco poco ma per cui provo molto affetto. Trovo un post triste, tristissimo: una dichiarazione di resa, un abbandono cosciente dei propri sogni giunto per sfinimento. Nessun giudizio, solo lo stesso odore della disperazione, quella di cui l’aria si satura ogni giorno di più in questo nostro paese. Provo a commentare, spero in uno sfogo passeggero. E invece, quando riaggiorno, c’è un nuovo post che chiede rispetto per la sua scelta. Non posso che concederglielo, anche se vorrei essere in grado di fare molto di più perché lei – e tante altre persone – non si trovino di fronte a quel bivio.</p>
<p style="text-align:justify;font-size:13pt;font-family:Garamond;">Flash tre. Questa sera. Torno da un pomeriggio al mare in solitudine: è la mia strategia per pulirmi gli occhi dall’eccesso di sporco e conservare la lucidità necessaria a gestire una nuova settimana al fronte moderno, quello del capitale. Infilo nel dvd un regalo di qualche anno fa: il primo dei due dvd che raccontano la storia della carriera degli Afterhours. Li ho già visti, ma ho voglia di farmi ispirare nuovi pensieri. Ascolto. Procedono in ordine cronologico e arrivano a <em>Hai paura del buio?</em>. Non si trova un produttore. Registrano l’album facendo un debito e sperando che succeda qualcosa. Per un anno quasi smettono di suonare in pubblico: fanno solo un concerto in dodici mesi. Ed è qui che i primi due flash trovano un senso comune: non arrendersi ed avere fede nei propri sogni.</p>
<p style="text-align:justify;font-size:13pt;font-family:Garamond;">L’inguaribile ottimista che crede nella possibilità del cambiamento, anche di fronte allo sfacelo: questa è la parte di me che i miei amici odiano. Ed amano.<br />
Anche se la mia opinione non è stata richiesta (ma d’altronde questo blog è mio e ci scrivo quello che voglio <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> ), sulla questione <em>disperazione + speranza</em> vorrei dire questo: non crediate che non capisca solo perché continuo a sperare. Capisco la vostra disperazione, ci siamo in mezzo tutti. Proprio tutti, anche i colpevoli che l’hanno generata. E’ endemica, ormai. Ma mollare significa smettere di vivere. Ci si può travestire, si può rallentare il ritmo, si deve cercare di prendere fiato. Si può anche impazzire. Siamo umani. Ma mollare… per piacere, no. Credo sia l’unico dovere morale che ci è rimasto dopo la morte di Dio: vivere la vita. E il sogno non può che esserne parte integrante.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>D.W. </em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align:center;"><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://freedhome.wordpress.com/2009/07/05/hai-paura-del-buio/"><img src="http://img.youtube.com/vi/TYCWKtXUMsg/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/freedhome.wordpress.com/246/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/freedhome.wordpress.com/246/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/freedhome.wordpress.com/246/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/freedhome.wordpress.com/246/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/freedhome.wordpress.com/246/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/freedhome.wordpress.com/246/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/freedhome.wordpress.com/246/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/freedhome.wordpress.com/246/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/freedhome.wordpress.com/246/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/freedhome.wordpress.com/246/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/freedhome.wordpress.com/246/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/freedhome.wordpress.com/246/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/freedhome.wordpress.com/246/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/freedhome.wordpress.com/246/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=freedhome.wordpress.com&amp;blog=2361706&amp;post=246&amp;subd=freedhome&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Meccanismi da scardinare</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Jul 2009 11:51:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dea Walker</dc:creator>
				<category><![CDATA[Click emozionali]]></category>
		<category><![CDATA[Esistenzialismi]]></category>
		<category><![CDATA[Traveling Soul]]></category>

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		<description><![CDATA[“A quanto pare, ogni tanto gli adulti si prendono una pausa per sedersi a contemplare il disastro della loro vita. Allora si lamentano senza capire e, come mosche che sbattono sempre contro lo stesso vetro, si agitano, soffrono, deperiscono, si deprimono e si chiedeno quale meccanismo li abbia portati dove non volevano andare.” Da L’eleganza [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=freedhome.wordpress.com&amp;blog=2361706&amp;post=244&amp;subd=freedhome&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“A quanto pare, ogni tanto gli adulti si prendono una pausa per sedersi a contemplare il disastro della loro vita. Allora si lamentano senza capire e, come mosche che sbattono sempre contro lo stesso vetro, si agitano, soffrono, deperiscono, si deprimono e si chiedeno quale meccanismo li abbia portati dove non volevano andare.”</p>
<p align="right">Da <em>L’eleganza del riccio</em> di Muriel Barbery</p>
<p align="right"> </p>
<p>Non so, dopo due mesi abbondanti di assenza, come far riprendere il filo agli sparuti lettori (se ce ne sono ancora) di questo blog. Proverò con un attacco in medias res.</p>
<p>La scorsa settimana, durante un weekend al mare umido di nuvole, mi sono divorata il libro di cui sopra. Bello, uno di quei bestsellers che meritano di essere tali. Leggero, ma profondo. A poche pagine dall’inizio sono inciampata in questa frase: <em>… quale meccanismo li abbia portati dove non volevano andare</em>. Un pugno nello stomaco perché in questo momento so di essere arrivata in un luogo emozionale che rappresenta quello contro cui mi sono scagliata per anni ed anni di ribellione. Mio malgrado (e, per fortuna, senza perdere la lucidità che me ne fa ancora schifare) sono diventata un’<em>imprenditrice veneta</em>: una che si alza al mattino pensando al lavoro, lavora tutto il giorno, si addormenta rimuginando sul lavoro e di notte sogna il lavoro. Per poi rialzarsi la mattina dopo e riprendere il ciclo. Le settimane stanno scorrendo così, portandosi via un’estate che avevo immaginato completamente diversa. Per chi si fosse perso le puntate precedenti, la mia idea era di trovare un equilibrio tra <a href="http://freedhome.wordpress.com/2009/01/14/horror-vacui/">otium e negotium</a> e di <a href="http://freedhome.wordpress.com/2009/03/09/dont-ever-tell-anybody-anything-if-you-do-you-start-missing-everybody-2/">dedicare tempo e silenzio alla scrittura, alla creatività</a> che &#8211; come un feto cresce dentro alla madre &#8211; stava prendendo forma nelle mie viscere.</p>
<p>Quello che ancora mi tiene in piedi psicologicamente (perché, dal punto di vista pratico, so che c’è chi fa una vita ben peggiore della mia, anche se vorrei che questo pensiero non mi condizionasse) è che non è che io abbia rinunciato a me stessa e ai miei sogni perché i miei ideali sono andati a male, ma solo perché mi sono presa un impegno in un progetto. E, visto che questo progetto ha coinvolto parecchio tempo della mia vita recente e che coinvolge altre persone, a questo punto non mi posso tirare indietro. Un po’ per me, perché vorrei che questo tempo investito mi porti almeno a quell’indipendenza per cui ho deciso di intraprendere il cammino; un po’ per gli altri che condividono con me questa strada, perché sono persone a cui ho imparato a voler bene e che non lascerei nella merda.</p>
<p>E qui si apre un’altra riflessione: quella sul prendersi impegni. Forse il motivo per cui sto vivendo tutto questo è che, prima o poi, sarebbe stato necessario che mi accorgessi della limitatezza delle risorse umane, in termini di tempo e di energia. Non si può fare tutto per tutti. Io sono una e ho il diritto/dovere di scegliere dove e come impegnare me stessa. Nel caso specifico ho fatto un errore di valutazione: non mi conoscevo ancora abbastanza bene per accettare i miei limiti e i miei punti di forza e decidere di giocare nella mia squadra, senza essermi avversaria, senza inseguire necessità indotte da altri (e per altri leggasi una mentalità che nell’80% dei casi sfiora la patalogia psicologica).</p>
<p>Adesso di tutto questo ne sono consapevole, l’ho imparato a mie spese. Ma, tra il momento della consapevolezza interiore e quello della realtà esteriore, c’è il cambiamento. Un processo che io adoro ma che richiede energie, un po’ di sofferenza e tanto coraggio. Ora sono ancora nella fase in cui, prima di lanciarmi, devo chiudere con il passato: ci vorrà almeno un mese, oltre al tempo già dedicato. E poi arriverà un viaggio, che come tanto tempo fa mi salverà la vita dalle scelte indotte. Ma questa è un’altra storia, e ora fuggo al mare, che qui il caldo della pianura scioglie qualsiasi altra volontà.</p>
<p><em>D.W. </em></p>
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